La depurazione del Garda diventa… un gioco di sponda, con il lato bresciano del Benaco che «sogna» di smarcarsi dall’impianto di Peschiera, un progetto promosso dal consorzio Garda Uno e dall’Ambito ottimale che costerebbe 100 milioni di euro, ad oggi l’unica grande incognita rispetto all’eventualità di una depurazione che parli bresciano.Alle origini del progettoUna situazione impiantistica obsoleta, la necessità di realizzare un sistema che sappia meglio rispondere alle esigenze di un’area che, specie in estate, diventa ancor più densamente abitata. Sono molte le ragioni alla base di questa scelta, che per ora ha generato solo uno studio di fattibilità promosso da Garda Uno. Comunque, rispetto all’idea di separare le reti del collettamento di sponda Bresciana e Veronese e gli impianti di depurazione, esiste un accordo fra le due Province, che riguarda la modifica dell’impostazione dell’impianto di tutela ecologica del lago di Garda così com’era stata progettata negli anni Settanta. «Allora si era pensato ad un impianto di depurazione unico e centralizzato a Peschiera – spiega l’assessore provinciale all’Ambiente Enrico Mattinzoli -. Da qui era sorta anche l’esigenza di posare sul fondo del lago una doppia condotta sublacuale che spingesse i reflui fognari del medio lago bresciano sull’opposta sponda e da qui al depuratore. Oggi non c’è più spazio per un suo ulteriore ampliamento e le condotte sotto il lago sono vecchie. Da queste premesse nasce l’intesa sul distacco della parte Bresciana da quella Veronese ed il raddoppio dei depuratori».I numeri di PeschieraLa depurazione vista dai numeri può aiutare a capire che cosa verrà sottratto al depuratore posto in località Paradiso, a Peschiera, se sorgerà un «gemello» in area bresciana. Posto sulla sponda gardesana, l’impianto (che ha una potenzialità di 330mila abitanti equivalenti) serve una ventina di Comuni ed è lo sbocco conclusivo di un sistema che comprende 493 km di reti fognarie e 93,6 km di collettori.Per quanto riguarda il bilancio delle attività 2007, secondo quanto spiegato dall’ingegner Mario Giacomelli (funzionario di Garda Uno), a Peschiera sono affluiti e sono stati trattati 25 milioni di metri cubi di liquami di fognatura: è stato così possibile togliere dal lago 10mila tonnellate di carbonio, 700 tonnellate di azoto e 70 tonnellate di fosforo. L’impianto ha prodotto inoltre 18.500 tonnellate di fanghi smaltiti in discarica e consumato 6,5 milioni di kWh di energia elettrica.Se l’idea firmata Garda Uno e Ato andrà in porto, il nuovo impianto sorgerà al confine tra Lonato e Calcinato, aspetto che potrebbe consentire l’ingresso nel novero dei Comuni serviti dal futuro depuratore anche di Calcinato, che ancora ha una gestione in economia della rete fognaria e che, a fronte dei tre impianti che sorgono attualmente sul suo territorio, ne vorrebbe uno centralizzato. Quanto alla potenzialità, si pensa ad un depuratore che funzioni… a velocità variabile, a seconda della stagione. In poche parole servirebbe 100mila abitanti equivalenti in inverno, per poi raddoppiare passando a 200mila in estate. Con l’intenzione, entro il 2031, di portarli a 260mila. Un approccio futuribile che dovrebbe garantire una durata ed una utilità dilatate nel tempo.Niente Ato del GardaContestualmente all’evolversi del progetto depuratore, è stata altresì abbandonata l’idea di costituire l’Ato del Garda per la gestione dell’acqua, decisione influenzata dal fatto che l’Ambito territoriale ottimale di Brescia è l’unico in Lombardia ad essere operativo da due anni, con investimenti complessivi già erogati per circa 50 milioni di euro. Sempre per restare in ambiti gestionali, attualmente Peschiera è gestito da Depurazioni Benacensi, società partecipata da Garda Uno e Azienda gardesana servizi e presieduta da Mario Bocchio.Sul fronte del progetto il vero nodo da sciogliere sarà il reperimento dei fondi necessari per la realizzazione del nuovo impianto: un passaggio decisivo sarà la cessione della quota bresciana del depuratore di Peschiera ai veronesi, nella speranza di riuscire a monetizzarla al meglio. Per il resto il presidente dell’Ato Mattinzoli si è già detto pronto a destinare 50 milioni al progetto. Una eventualità che potrebbe accelerare l’intera vicenda, evitando così che il progetto diventi un faticoso ed estenuante tira e molla. La realtà della depurazione gardesana, pur senza fare allarmismi, potrebbe non avere tutto questo tempo.
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Prosegue l’iter da 100 milioni per smarcare il Benaco bresciano dall’impianto di Peschiera: l’incognita resta come trovare i fondi