A Ferragosto si è visto di tutto, code chilometriche, spiagge affollatissime, invase da ombrelloni e sdrai, gente che per fare il bagno nelle acque del Garda è arrivata da ogni luogo, persino dal cielo. C’è chi infatti si è lanciato con il proprio parapendio dalle vette del Baldo (tratto Spino) per atterrare in acqua. Il «Parasplash», manifestazione organizzata dal Paragliding Malcesine, quest’anno si è svolta proprio il giorno di Ferragosto; purtroppo a Sant’Anna (26 luglio) i parapendisti non hanno potuto volare a causa dell’Ora troppo forte. «Di solito questa manifestazione», spiega Claudio Benedetti (Bomba), appassionato di questo sport e socio del club Paragliding Malcesine, «si svolge il giorno di Sant’Anna; quest’anno però il vento soffiava troppo forte, sia in decollo (50 Km/h) che in atterraggio, non erano sicuramente le condizioni migliori per volare, così abbiamo rimandato». L’esibizione del «Parasplash» consiste in un tuffo nel vuoto da tratto Spino per atterrare poi nelle acque antistanti al porto di Malcesine nel tentativo di centrare una piccola piscina di plastica posizionata fuori dal molo. Già dalla prima edizione (nel ’91) quest’evento ha riscosso un notevole successo; l’abbinamento volo libero con atterraggio in acqua sembra infatti trovare il consenso e l’entusiasmo del pubblico, che ogni anno si fa sempre più numeroso. La piazza ed il molo di Malcesine erano infatti gremiti di gente, che con ansia attendevano di vedere le acrobazie e gli atterraggi dei temerari piloti. «Le condizioni atmosferiche», spiega Claudio, erano ottimali per volare, proprio quelle ideali. In decollo il vento soffiava a 15 Km/h, mentre in atterraggio non ve n’era affatto, inoltre l’acqua era calda». Sono decollati in venti, alle otto di sera, dall’ampio prato che il monte Baldo offre agli appassionati di volo libero, in gran parte piloti iscritti al club melsineo. Nessuno però è riuscito a centrare l’obiettivo, divertendo ospiti e turisti: i piloti uno dopo l’altro sono, infatti, tutti finiti in acqua. «È stato difficile centrare la zattera», conclude Claudio, «perché non essendoci vento (in quelle condizioni atmosferiche il volo viene definito «planata») si atterra più velocemente. Non vi era infatti una corrente ascensionale, né termica, né dinamica, che ci teneva in volo, e che ci dava per cui il tempo di indirizzarci verso l’obbiettivo. Questo sport non è pericoloso se si adottano gli adeguati sistemi di sicurezza, e se si vola in condizioni atmosferiche favorevoli». A garantire il recupero dei parapendisti vi erano due gommoni della Fraglia Vela e tre imbarcazioni che l’organizzazione aveva contattato. In palio niente, solo la voglia di volare, che sempre di più contagia turisti e residenti. Il 10 settembre ad attendere i piloti di Malcesine saranno i turisti di Limone; è infatti prevista una traversata in volo del lago, sempre con partenza da tratto Spino. L’ormai famosa manifestazione conosciuta come «Nafta Wacht», che attira circa 200 piloti da ogni parte del mondo, e che si svolge solitamente i primi di ottobre, quest’anno potrebbe non aver luogo, a causa di problemi organizzativi.
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Ora si cerca il riscatto nel volo per Limone
I parapendisti mancano il bersaglio
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