La paralisi del traffico durante il ponte pasquale ha riproposto un problema irrisolto su tutto il Garda: l’assenza di una rete informativa che avverta i turisti diretti sul lago e indichi itinerari alternativi. Se in autostrada, grazie ai pannelli a messaggio variabile e ai notiziari radiofonici, un servizio minimo informativo viene garantito, fuori dai caselli vige la legge della giungla. D’asfalto.Le località maggiormente penalizzate sono Sirmione, Desenzano, Peschiera e il tratto Gavardo-Salò-Tosco-lano. Se per Gavardo il problema si pone in altri termini (vale a dire che si esaurirà non appena verrà riaperta al traffico la nuova 45 bis), per le martoriate cittadine del basso Garda e della riviera salodiana il futuro è cupo. Perché al caos si deve aggiungere l’aumento preoccupante dell’inquinamento acustico e atmosferico.E allora, ci si chiede: perché non adottare qualche provvedimento, imitando ad esempio Sirmione, dove gli automobilisti sono stati informati dai vigili urbani sullo stato dei parcheggi pubblici nel centro e indirizzati in un’area appositamente attrezzata? Nell’era dell’informazione e di Internet, la guerra alle code potrebbe apparire di retroguardia. E invece è un’amara realtà. La tecnologia c’è, mancano la volontà, l’organizzazione, lo scambio di informazioni. Ognuno pensa al proprio comune, mentre sarebbe necessario ragionare in un’ottica comprensoriale.Giampero Cipani, sindaco di Salò, cita l’esempio di Bolzano. “Bisogna imitarla; in centro si arriva abbastanza comodamente, poi grazie a tre o quattro grandi parcheggi interrati il turista può agevolmente parcheggiare. Non solo. Attraverso cartelloni luminosi, viene informato sul numero esatto di posti auto disponibili in quel determinato parcheggio”. D’accordo avvocato, ma per Salò cosa intende fare la sua Giunta? “L’amministrazione ha un suo piano parcheggi, prevediamo di realizzarlo entro un paio d’anni. Parliamo di un vasto posteggio in piazza Martiri del la Libertà, parte interrato, e parte scoperto. Poi, a giorni dovremmo incontrarci con la famiglia Odolini, proprietaria dell’area dell’ex Calzaturificio del Garda: qui si potrebbe ricavare un autosilo capace di accogliere fino a 1000 vetture”. Però Salò non può attendere ancora anni: non è d’accordo che il problema della viabilità debba essere affrontato da subito, magari con un’informazione agli automobilisti in arrivo alla cittadina? Come a Bolzano? “Certo che sono d’accordo. Potremmo valutare l’ipotesi di installare dei pannelli luminosi ai Tormini, alle Zet-te e negli altri punti. Ma come la mettiamo con i collegamenti coi posteggi, oggi privi di controlli e sorveglianti che possano comunicare se sono liberi o occupati?”Occorre – conclude il sindaco di Salò – installare un terminale collegato con i vari parcheggi, oppure semplicemente con la sede dei Vigili urbani per tentare di dissuadere gli automobilisti ad arrivare nella città”.A Desenzano, invece, i parcheggi verranno numerati e classificati, così da offrire un quadro preciso ai turisti che entrano in città alla disperata ricerca di un posto. L’impegno è dell’assessore all’Urbanistica, Orlando Farinelli, che osserva: “Desenzano non è Sirmione, nel senso che le vie d’accesso alla città sono ben più numerose”. Ma il problema, assicura ancora l’esponente della Giunta, “è già in agenda e verrà affrontato”.Cosa vuoi dire? “Voglio dire che faremo un censimento di tutti i posti auto, poi installeremo un’idonea segnaletica per informare gli automobilisti dove e come arrivarci. Indubbiamente – conclude Farinelli – penseremo anche all’utilità dei cartelli luminosi nei punti cruciali di Desenzano. Sono d’accordo sulla loro necessità”.Maurizio Banzola, presidente dell’Azienda di promozione turistica, rilancia: “L’esempio da imitare è Brescia, dove da tempo questi pannelli a messaggio variabile sono una realtà. Resta il problema del collegamento informatico, ma in questo campo l’Apt è pronta a fare la sua parte”.Infine, Sirmione. L’amministrazione ha saputo decidere in fretta anche se con un provvedimeno-tampone, salutato però con favore. Infatti, quando il parcheggio Monte Baldo (ricordiamo che sono “saltati” circa 200 posti per via dei lavori del nuovo acquedotto) era già pieno, i sorveglianti hanno informato i Vigili urbani. Il comandante, Carlo Caromani, è sceso in strada con i suoi agenti e ha diretto la difficile operazione di persuasione degli automobilisti perché lasciassero la proprie vetture nei parcheggi pubblici e in quello improvvisato del Mirabelle (zona Brema), per poi proseguire a piedi fino al centro storico.Ma non è questa la soluzione, come ha già anticipato al nostro giornale l’assessore Sandro Mattinzoli. Infatti, si dovranno individuare delle aree in grado di poter accogliere migliaia di vetture, poi istituire dei bus-navetta per trasportare i turisti nella penisola. Magari anche con un battello spinto da motori elettrici.Anche Mattinzoli ha lasciato intendere che dei cartelli luminosi potranno essere installati, ma sicuramente più “visibili e più ampi” di quelli attuali. Intanto sul lago ci si prepara a un altro week end di passione.
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La paralisi del traffico durante il ponte pasquale ha riproposto un problema irrisolto su tutto il Garda: l'assenza di una rete informativa che avverta i turisti diretti sul lago e indichi itinerari alternativi.
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