E’ oggi il giorno della piena. Ieri alle 17 il culmine è stato raggiunto a Casalmaggiore, ed ha superato il limite storico della piena del ’51 di ben venti centimetri, confermando che questa è davvero l’onda più grande del secolo. Questa mattina all’alba, la piena ha lasciato Viadana ed ora si dirige verso Borgoforte e la Bassa. La crescita oraria è diminuita: sette centimetri orari di ieri, contro i dieci dell’altro ieri. Questo perché quasi tutte le golene ormai sono state allagate, abbassando quindi il livello del fiume. Ieri sera alle 11 è stato deciso anche di tagliare la golena di Po Morto davanti a San Benedetto – tenuta come ultima riserva – dove non è mai entrata l’acqua del Po e gli argini, quindi, possono essere friabili.Il culmine, si diceva, di questa lunghissima piena (l’onda dura 5-6 ore) è proprio oggi nel Mantovano.La fortissima pressione dell’acqua ieri ha provocato decine di fontanazzi, infiltrazione spontanee dell’acqua che si trascina la sabbia sotto gli argini. I primi tre, la scorsa notte a Banzuolo di Viadana, poi nei pressi di Torre d’Oglio, a Motteggiana, Boccadiganda. Per bloccarli il Magistrato per il Po è immediatamente intervenuto: i sacchi vengono disposti a cerchio intorno allo zampillo, fino alla quota. Quando l’acqua che ne fuoriesce è chiara e non più intrisa di sabbia significa che il pericolo è scampato, però il fontanazzo viene controllato ancora per diverse ore.Finora sono stati utilizzati circa seimila sacchetti di sabbia. Si tenga presente che nel ’51, quando gli argini erano meno alti e meno robusti, ne sono stati utilizzati 600mila. A posizionarli il Genio civile aveva assunto 18mila persone.Per quanto riguarda gli sfollati, la prefettura ha confermato che il numero delle persone cui è stato imposto di lasciare la propria abitazione è di 500. Ieri vigili del fuoco e protezione civile hanno dovuto fare diversi interventi per accompagnare le persone sulla terraferma con mezzi anfibi.La maggior parte delle golene, attualmente sono allagate. Il Magistrato per il Po ha provveduto a tagliarne diverse: Motteggiana, la Barna a Correggio Micheli, Carbonara Po, Sermide; e ieri sera si è tenuta una riunione in prefettura e in comune a San Benedetto per decidere il taglio di Po Morto, la golena che si trova di fronte a San Benedetto e che non è mai stata toccata dall’acqua del Po, nemmeno nel 51.L’allagamento di ampi spazi a ridosso del fiume serve a diminuire il livello, «per il Mantovano, ma anche per i paesi più a valle – commenta il geometra Giuseppe Morselli – per evitare che il Po arrivi nel Rodigino con una velocità e una portata distruttiva. Allo stesso modo è successo anche a monte, Piacenza lo ha fatto per Cremona, Cremona per noi mantovani».
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L'onda di piena avanza lentamente
Vivere nell’acqua
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